Il pellet è una fonte di energia rinnovabile?

Si. Il pellet è prodotto con la segatura che proviene dagli scarti di lavorazione del legno vergine. Per questo motivo è in tutto e per tutto una fonte di energia rinnovabile.

Il pellet è fatto anche con legno riciclato?

No. Il pellet è prodotto solo ed esclusivamente con la segatura che proviene dagli scarti di lavorazione del legno vergine. Questa segatura viene essiccata, compattata e pressata in piccoli cilindri. Il materiale legnoso che proviene dai pannelli di compensato usati, dalle cassette della frutta e simili non può in alcun modo essere usato nel processo produttivo del pellet.

Il pellet di qualità è solo pellet chiaro?

No. Colore, specie legnosa, provenienza geografica non sono sinonimo di qualità. L’unico modo per essere sicuri dell’elevata qualità di ciò che si acquista è che il pellet sia certificato. La certificazione di riferimento a livello mondiale per il pellet si chiama ENplus® e offre non solo garanzia della qualità del prodotto, ma anche la certezza che il pellet sia tracciato lungo tutta la filiera.

Il pellet ha uno strano odore quindi contiene colle o vernici tossiche?

No. Come da decreto legge 152/2006 il pellet per poter essere venduto deve essere prodotto con materia prima vergine e NON TRATTATA chimicamente. E allora come aderisce la segatura nel cilindro di pellet? Durante la lavorazione, la segatura viene pressata raggiungendo alte temperature che sciolgono la lignina, componente naturalmente presente nel legno, che funge così da collante. Inoltre, se il pellet è certificato ENplus® si ha una doppia sicurezza, poiché da disciplinare della certificazione ENplus® il prodotto certificato è fatto solo ed esclusivamente con segatura di legno vergine.

Nel sacco di pellet ci deve essere poca polvere o segatura?

Si. La presenza di poca polvere di legno all’interno del sacco indica un pellet di buona qualità. Bassa presenza di polveri si traduce in una migliore combustione che, a sua volta, produce minori emissioni dalla canna fumaria. Per il pellet certificato ENplus® in classe A1 venduto in sacchi da 15 kg non è ammessa una quantità superiore allo 0,5% di polveri.

Il pellet viene bruciato solo nelle stufe?

No. Il pellet può essere usato nelle stufe e negli inserti camino per riscaldare un ambiente di casa oppure in una caldaia per riscaldare tutta la casa oppure un intero condominio. Viene anche utilizzato per i diversi tipi di forni, caldaie di grossa taglia e nei grandi impianti delle centrali termoelettriche.

Col pellet risparmio fino al 70% sui costi di riscaldamento?

Si. Riscaldarsi con il pellet permette di risparmiare sul riscaldamento, anche fino a oltre 1.000 € all’anno, rispetto a metano, gasolio e gpl. Ma non solo. Scegliere pellet di qualità significa infatti: emettere fino a 10 volte meno CO2 rispetto alle fonti fossili tradizionali, causa dei cambiamenti climatici; ridurre le emissioni di polveri sottili fino a 4 volte rispetto ai generatori alimentati da pellet non certificato.

Il pellet costerà sempre più caro e sarà sempre più difficile trovarlo?

No. Il prezzo del pellet è soggetto a una leggera volatilità, minima se confrontata con quella dei combustibili fossili come gasolio e metano al cui confronto il pellet è estremamente conveniente.

Il pellet crea più posti di lavoro locale rispetto ai combustibili fossili?

Si. Scaldarsi con il legno dà un grande valore al territorio: il pellet, usato per il riscaldamento domestico in sostituzione dei combustibili d’importazione, porta benefici economici quali la creazione di filiere produttive ad hoc con conseguente aumento dei posti di lavoro e del benessere delle persone che vi abitano.

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